Archive for gennaio 2007

The Good, the Bad and the Queen – pt 2 – Kingdom Of Doom

29/01/2007

Non facciamoci mancare niente.
E così, dopo tanto aspettare, ecco il primo video dei nostri eroi.
Non male. Proprio non male.
Soprattutto la schifezza che si cucinano. Forse è proprio lì, proprio nella salubre cucina anglosassone che si nasconde il segreto delle peggiori dentature della storia del rock (Simonon e Albarn per l’appunto e, ovviamente, Johnny Rotten che ricordo era chiamato così per lo stato della dentatura).

   

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(er) DDT

28/01/2007

Immag003[1]Ieri sera. Dai usciamo, c’è una festa, dicono. Vieni, il posto è carino, un po’ underground, dicono. Il posto è il Lost and Found, Via dei Sabelli 2, San Lorenzo. La mia memoria vacilla, avrei dovuto capirlo subito. Invece arrivo lì davanti con il fido Marish e ci troviamo di fonte ad uno degli angoli per noi più densi di significato, ad uno dei locali per noi più belli di Roma. Il L ‘n F altro non è che il vecchio DDT.

Chi negli anni a cavallo tra il 96 e il 99 usciva a Roma tutte le sere in preda ad un’autentica sindrome di bulimia da divertimento e amava alcuni generi musicali (dal britpop all’elettronica, dal reggae al rock anni ’70) non può non ricordarlo. Il martedì – serata da noi prediletta – si ballava esclusivamente britpop, ma spesso ci si andava anche il mercoledì o il giovedì. Mai venerdì o sabato, eravamo troppo snob. Lo eravamo a tal punto che il sottoscritto ci organizzò la sua festa di laurea.

Cerco allora di riprendermi, accendo una sigaretta, mi faccio coraggio ed entro. Dentro è praticamente identico a dieci anni fa. Qualche piccolo cambiamento qua e là, i muri riverniciati, uno schermo a sinistra del bancone, etc. Ma il bancone è lo stesso, le tubature che venano il soffitto sono uguali, i tavolini e le "sculture" ornamentali sono identici. Ci bevo su, chiacchiero con gli amici, ma non posso fare finta di nulla: continuo incessantemente a guardare il posto.

E mi vengono in mente alcune considerazioni. La prima è che a Roma non si butta (quasi) niente. La seconda è che se mi fa piacere tornare in un posto in cui andavo dieci anni fa e mi fa ancora più piacere trovarlo identico, vuol dire che qualcosa non va. La terza riguarda quella festa: ricordo che alla fine, verso le 4, arrivarono alcuni amici e che dividemmo con le mani gli avanzi di una torta al cioccolato sul cofano di una Panda bianca. 

E Dio solo sa se non avrei voluto conoscere il numero di targa di quella Panda, per poter dire se quella parcheggiata lì davanti ieri sera era la stessa.

The Organ

27/01/2007

Insomma non ne va bene una. Ci mancava anche che si sciolgono le Organ. Quattro scarne parole sul loro semplicissimo sito e via. Volate via. Così.
In realtà nella mia vita (ma non penso nemmeno in quelle degli altri…) non cambierà molto.
Fa schifo ora e continuerà a farlo. Ma si sa, avere qualcuno vicino aiuta.
Non erano nulla di speciale le nostre amichette di Vancouver. Un (apparentemente…) dimesso combo lesbo con un disco d’esordio non male ma che nascondeva due singoli strappacuore indimenticabili. Se ne è già parlato. Tutto molto già sentito (Smiths, primi Cure etc) ma mi era successa la stessa cosa con gli Interpol circa 4 anni fa. Musica già sentita. Look già visto. Ma Obstacle 2 e NYC sono state le “mie” canzoni per un bel po’.
In fondo è come beccare per caso una vecchia fidanzata e rifarci un pensierino.
Così senza cattiveria, senza nemmeno provarci.

Di “Memorize the City” ne ho ampiamente già parlato.
“Brother” non regge il confronto ma rimane una canzone bellissima.

Colle der Fomento

27/01/2007

colleForse è fatta.
I Colle stanno veramente per tornare a quasi otto anni di distanza dall’ultima fatica (Scienza Doppia H è del 1999).
Anni per tutti noi di superficialità assortite in cui, in loro assenza, ci siamo attaccati a tutto: ai loro rari concerti, alle bellissime canzoni sparse su EP (Sorridi, + Forti delle Bombe, Coltelli…) o alle comparsate in  dischi di loro protetti (una su tutti: Paure dei 2 Buoni Motivi, una delle più belle canzoni in assoluto dell’Hip Hop italiano).
Per tutti coloro che non li conoscono (siete dei poveracci!!!) un invito ad assistere il 7 Febbraio prossimo al Branca ed intanto a godersi questo fenomenale video live dei notri eroi in trasferta a Milano…

 

Vignetta del giorno

24/01/2007

La discontinuità vista da Giannelli…

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…gentilmente offerta dal Corriere della Sera…

La Capitale della Mitomania

23/01/2007

pinocchioTutti raccontiamo cazzate. Chi non si è inventato una tresca con una ragazza per fare colpo sugli amici o una balla, anche grossa (morte della nonna, allagamento della casa, gatto posseduto) per non essere interrogato a scuola. Solo a Roma però questo semi-innocuo comportamento vizioso individuale assurge a fenomeno collettivo, di massa, di popolo.

Qualche esempio? Qualche anno fa (credo fosse il 1997) si sparse la voce a Roma che i Rage Against The Machine avrebbero fatto un concerto al Villaggio Globale. Costo del biglietto 5 sacchi (le vecchie 5 mila lire). E così,  migliaia di persone provenienti da tutta Italia si radunarono fiduciosi davanti al luogo del persunto concerto, sotto una pioggia battente. Peccato che gli RATM non arrivarono mai. Alcuni dissero che erano lì, ma non suonarono per la pioggia. Altri dissero che la polizia aveva sospeso tutto. Altri ancora – i più saggi – dissero che non si erano mai mossi dalla California.

Ma non è finita. L’anno in cui la Roma vinse lo scudetto si rincorsero voci altrettanto fantasiose: Batistuta e Delvecchio travestiti che si mescolavano ai tifosi in delirio al Circo Massimo. Liverani che festeggiava insieme ai suoi amici, ignaro del suo futuro laziale. Ma su tutti, spicca l’episodio del derby 2003-2004: a metà match circa dalle curve si sparse la voce che una camionetta della polizia aveva travolto ed ucciso un bambino. La gente si agita e chiede la sospensione della partita. Il questore di Roma interviene negando con forza l’accaduto, ma niente da fare. Gli ultrà sono più credibili e la partita viene sospesa a furor di popolo.

E mi sfuggono sicuramente molti altri episodi. La spiegazione? Una tradizione epica che affonda le radici nell’Eneide di Virgilio? La voglia di bypassare con la fantasia una realtà che disgusta e avvilisce? Forse no. Solo tre milioni di adorabili cazzari.

iTTUSB ovvero Digital Turntablism…

22/01/2007

iTTUSB2_smMi capita spesso. Di passare davanti al mio vecchio stereo (1987 prego e primo Lp comprato: Us di Peter Gabriel) e di pensare a quanto cuore c’è in quella matassa di discacci ammassati che, come scrive il NY Times, stanno "gathering dust".
Fino a stasera pensavo che non c’era proprio speranza per loro. La piastra  per cassette (ma ci pensate? le abbiamo seppellite in quattro anni!!!) non funziona da oramai una decina di anni e quella del vinile si accende a calci (non sto scherzando…). Pensavo magari di farmeli rubare. Ma come si può pensare una cosa del genere?!? Oh lì in mezzo ci stanno dischi mostruosi: Apetite for Destructions (nella copertina non censurata comprata alla GS sottocasa…), tutti (ma proprio tutti) gli anni ’70 di Bruce Springsteen (Oh, compresa la triade dei sogni Born to Run-Darkness on the edge of town-The River…). Ma non solo. Vi potete trovare una compilation di musica Country che regalavano nel 1983, o giù di lì, con i Levis 501, varie porcate estive anni 80, Bad di Michael Jackson, una tremenda carellata di metallaccio romantico anni 80-90 (Bon Jovi, Scorpions…. ARGHHHH, mio fratello andava ucciso nella culla). E poi ci sono i miei vent’anni controcorrente. Tutti con i CD? Io sto avanti. Io compro solo LP’s miei cari (in realtà costavano molto di meno e io non avevo una lira) e quindi via con il secondo disco di Tricky (Pre-millenium tension, bellissimo), via con I C.S.I., via con i Cherubs (chi?!? ma come chi? un gruppo mitico della scena noise scureggiona anni 90 americana…) e… e poi non si finisce più. Finisce che ci si ricorda di quando i dischi uno se li era comprati come autopremio per gli esami fatti. Per comprarli si andava sotto un diluvio della madonna a Disfunzioni Musicali, poi il ritorno in autobus a guardarti la tua nuova creatura… finisce che non vi parlo per niente della nuova creazione nel multicolore mondo dell’Hi-Tech: questo fighissimo giradischi che si connette tramite USB al vostro PC (o MAC fate voi…) e vi permetterà di digitalizzare tutti i tesori che, come nel mio caso, non riuscite proprio a scaricarvi. Sarebbe come tradire degli amici. E certe cose non si fanno.
Buonanotte.

Vignetta del giorno

21/01/2007

Ma allora che famo in Afghanistan?!?
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sempre gentilmente offerto da Macchianera.

Full Access

20/01/2007

gf2"siamo consumatori. Siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste. La televisione con 500 canali. Il nome di un tizio sulle mie mutande. I farmaci per capelli. Il viagra. O le calorie"
 – Tyler Durden

Siamo giunti quindi all’appuntamento annuale con il tremendo periodo Grande Fratello (non vorrei fare la figura dello stronzo saccente ma se penso al povero Orwell, alla complessa e dolorosa presa di coscienza del fallimento delle utopie socialiste… mio dio questi scemi si meriterebbero Francisco Franco!!!). In questo mare di superficialità si cerca di sopravvivere e si prende coscienza di tante cose che non vanno, anche in se stessi. Cosa non va in me? È difficile dirlo. Come direbbe il buon Nick Hornby, infatti, io sono un tipo medio. Non sono sicuramente bello ma nemmeno da esposizione per la mia bruttezza. Non sono alto ma nemmeno sembro Chiambretti. Ho una lieve (non grevissima…) panza. Fumo, ma non tanto. Insomma uno così, senza vizi particolari. Insomma il tipico scassacazzi che si potrebbe permettere di compatire quei miserabili senza futuro che si chiudono nella casa e quelli, ancora più deprimenti, che li vedono. Ma mi sbagliavo. In fondo in questo paese sembra oramai che essere di sinistra regali automaticamente una certificazione di borioso ed io faccio di tutto per non farmi mancare niente.
No. Non è il momento. Bisogna essere seri con se stessi. Anche io ho un vizio incoffessabile. Eh si. Capitemi, è stato un anno faticoso. Le uniche note di piacere mi sono venute da qualche serata con amici ma soprattutto dalla visione del programma più degenerato, asociale e schifoso che vi possiate immaginare: Full Access. In poche parole un tentativo di mostrare il lato più superficiale dell’America di oggi (facilissimo, come cercare di mostrare il lato più perbenista degli italiani…). Un programma tremendo. Un’ora scarsa a parlare di come Paris Hilton porti solo swarosky sulle mutande. Di come Lindsay Lohan si supponga si sia rifatta le tette. E via così… non si finisce più. Una droga di cui si può fare a meno. Potrei stare ore a guardare le borse per poppante da 1000 dollari di Gwyneth Paltrow, degli Hummer superfighi di Arnold Schwarzenegger e di “come, quando ci sono Paris e le sue amiche, c’è solo una cosa da fare: party! party! party!”. Che altro dire?
Che tale capolavoro presenti un unico neo se possibile. Il solito tremendo perbenismo coatto moooolto “politicallly correct” anni 90 di MTV che tra borse di Gucci, giacche di Pal Zileri si dimentica di parlarci dei pompini amatoriali di Paris Hilton e delle foto senza mutande di quella vacca di Britney Spears…

Aiutatemi. Vi prego.

Vignetta del giorno

20/01/2007

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gentilmente offerta da macchianera