(er) Velvet

Che non mi si fraintenda, prego. Qui non centra nulla il famoso e pluricelebrato locale di tendenza romagnolo.
Qui si scende molto più in basso. Fino a raggiungere i nostri stralunati ed ingolfati anni ’90. Anni in cui “non capirci molto” era una sorta di religione di stato. Gli anni della nostra post adolescenza che essendo tale era la più bella, romantica e ovviamente meno compresa.
In quegli anni un po’ sfigati e senza una lira (e si c’era ancora il vecchio conio…) a Roma fecero capolino una serie di locali con la L minuscola che non hanno lasciato molto segno se non nel cuore di chi c’è finito senza sapere, il più delle volte, il perchè. Ancora adesso ogni volta che mi trovo a parlare di quella Roma finisce che faccio comunione con qualcuno che fino a 5 minuti ho disprezzato e ci sentiamo quasi fratelli. Ci ricordiamo di tutti quei posti che a Roma non si trovano più. Sarà che ci siamo fatti vecchi e che forse noi non usciamo più tanto, sarà che il caro Giubileo ha trasformato mezza città in una pizzeria (commento comune: “e mò chi cazzo se la magna tutta stà pizza?!?”).
Insomma a Roma c’era un posto che si chiamava Velvet? Si. Ed era un postaccio dalle parte di Piazza Vittorio (allora ancora vera zona di frontiera non ripulita dal finto politically correct di oggi). Un posto strano. In mezzo al nulla. In cui scendendo le scale ti sembrava di entrare in una delirante cella frigorifera in cui potevi trovarti a prendere un coca e rum con un dark che manco Peter Murphy! Un posto in cui non era strano imbatterti in una normale ragazza che camminava in guepiere così, per fare qualcosa. In cui, senza sapere il perchè, ti ritrovavi nel bel mezzo di serate fetish allucinanti in cui avvocati "slave" pagavano delle cifre spropositate a giovani studentesse "master" un po’ imbarazzate per farsi arrossire le natiche con il frustino.
Insomma, lo avete capito.
Il classico posto in cui, se ci si fermava un attimo, finiva automaticamente che ci si chiedeva:
“…ma che cazzo ci sto facendo qui?” 

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Una Risposta to “(er) Velvet”

  1. utente anonimo Says:

    Se negli anni 90 fossi rimasto a casetta non avresti incontrato questi posti….Santo Giubileo: ci ha fatto scoprire a tutti la strada per Dio…il Dio denaro facile!
    Seriamente: caro Marish perchè non fai un post sul VERO circolo degli artisti? Non quel postaccio che si atteggia fricchettone e finto alternativo sulla Casilina, ma quella cosa ignobile che stava alla stazione….
    Perchè non fai un post sul “Veleno”, o sul “Frankie O” (come cazzo si scrive…)…oppure sul vecchio “Villaggio” o magari sul vecchio “Branca” quello dei primi Torretta!
    Insomma de materiale ce ne è parecchia!

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