Ségolène Royal

royalDopo il pezzo del mese, il libro del mese, etc. ecco il varo della rubrica "uomo del mese". Iniziamo con una donna: Ségolène Royal, candidata del Partito Socialista francese alle elezioni presidenziali.

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi "Dio salvi i Francesi". Delle estemporanee iniziative elettorali estive del nuovo leader della destra, Sarkozy, abbiamo già detto. Ma dato che le disgrazie non vengono mai sole, ecco che la sfida delle demenziali assurdità viene raccolta e rilanciata a sinistra da questa avvenente naive della politica, compagna del capo del PS, Hollande.

Ségo (come la chiamano affettuosamente i transalpini, che amano vezzeggiare qualunque cosa respiri) si è contraddistinta per una campagna elettorale mediatica, incentrata sul suo charme, sul volto nuovo della sinistra giovane, moderna e de-ideologizzata, ma attenta ad evitare come la peste l’enunciazione di un "programma"…E pensare che la sinistra italiana ci ha sprecato così tanto tempo e fatica, al punto da creare una "fabbrica" come quella di San Pietro..

E così nessuna ricetta o quasi per la disoccupazione, l’Europa, l’immigrazione clandestina, l’assistenza agli anziani e via discorrendo. Pochissimi dibattiti con gli altri candidati socialisti. Molti bagni di folla ma poche occasioni di confronto con la "base": a La Rochelle la nostra Ségo si è rifiutata di incontrare i giovani universitari socialisti. In compenso, grandi idee su come risolvere i problemi delle banlieues ("gli elementi più turbolenti devono essere rinchiusi negli istituti militari") e grandi feste a Zidane dopo la nota capocciata ("ha difeso le donne della famiglia").

E infine la perla. Ad una domanda sullo stato di salute della democrazia in Europa, e cioè come valutare i risultati raggiunti da un governo nell’arco di una legislatura, la Royal ha risposto: "devono essere giudicati al termine dei 5 anni da una giuria popolare che stabilisca se i politici hanno rispettato gli impegni presi". Il celebre storico Max Gallo ha subito ribattuto che "quelli erano i sistemi adottati da Mao in Cina". Forse. In realtà si tratta di una svolta epocale. Se la giuria popolare si esprimerà con le nominatons avremo finalmente completato il passaggio dal "socialismo reale" al "socialismo reality".

Dio salvi i Francesi.  

 

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3 Risposte to “Ségolène Royal”

  1. utente anonimo Says:

    Ma poi la “giuria popolare” esiste già, non nella forma del direttorio tanto cara ai francesi che, notoriamente, sono dei tagliagole. Si chiama “elettorato”. Se hai fatto un casino, perdi. Anche (sob) per 50mila voti.

  2. utente anonimo Says:

    Questo ritratto di Ségo è una perla! Potremmo arrabbiarci, sentirci delusi ed amareggiati per questa politica povera di spirito ed ideali (o semplici idee), ma il solo pensiero di una giuria presieduta da Platinette che striglia Mme Royal mi consola e ripaga!

  3. kolchoz Says:

    A parte che Segolene è un pezzo di fica non indifferente…considerando che ha partorito 4 figli!
    Comunque qualcosa di bello c’è, al di là della giuria (vabbeh!) nelle sue idee: per esempio i limiti alla reiterazione dei mandati elettorali. Il mio non è populismo, ma sono sinceramente convinto che un vincolo simile imporrebbe un ricambio generazionale che è INDISPENSABILE in ogni democrazia!

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