Lilli Gruber

LilliE’ nato prima l’uovo o la gallina? E’ la crisi del giornalismo italiano che ha prodotto fenomeni come Lilli la rossa o è stata la diffusione di questi autentici virus ad indebolire un’intera categoria e ad infettare un mestiere in Italia? I primi sintomi compaiono negli anni ’80. Nella palude dello stile "istituzionale" del telegiornale di Stato comincia ad affermarsi un nuovo prototipo di giornalista: è donna, ha uno stile aggressivo, guarda la telecamera con fare sensuale e un filino provocatorio, assume persino una postura fisicamente diversa: tutta protesa in avanti, quasi a "bucare" lo schermo per soffiare in viso all’inebetito telespettatore.

Le capofila di questa nuova scuola sono Dietlinde "Lilli" Gruber e Carmen Lasorella. Carmen è affondata con il PSI: Craxi è stato esiliato, Martelli è stato trasformato in conduttore televisivo, il Partito si è frantumato in una penosa e straziante diaspora. E i clientes sono rimasti appiedati. Qualcuno è riuscito a riemergere grazie alle sue capacità, vedi Minoli, qualcun’altro invece – tra cui la nostra Carmen – è  sparito per un po’ ed ha accettato un ridimensionamento pur di tornare.

Ma Lilli no. Lilli è rimasta sulla cresta dell’onda perché ha un bella faccetta da impunita, ha un tono accattivante e dà l’impressione (ma solo quella) di sapere di cosa parla. Non ha referenti politici né partiti che le fanno da chioccia: si è solo lasciata trascinare dal mainstream, da una corrente culturale e professionale che in Italia è particolarmente robusta, quella della gauche caviar, della sinistra di lotta e di salotto che si esprime per preconcetti, che si fa guidare da un noto regista in girotondo, che guarda gli Americani con la puzza sotto al naso, quando non con malcelata acrimonia, che in relatà pensa soltanto alla tutela del suo status di "categoria intellettuale d’avanguardia".

E’ questo effetto di trascinamento che, poverina, le ha fatto compiere alcune scelte discutibili. Come quando è stata la fidanzata di Giuseppe Giulietti, responsabile informazione dei DS, e ovviamente non perché mettiamo in discussione la sua imparzialità di giornalista, ma perché Giulietti è uno degli uomini più brutti che si siano mai visti. Oppure come quando, inviata speciale della RAI in Iraq, aveva definito i tagliagole di Al-Zarqawi "resistenti" e fu costretta dalle bacchettate in diretta di Frattini a fare una precipitosa quanto imbarazzante marcia indietro. Oppure quando ha deciso nel 2004 di intraprendere la carriera politica, facendosi eleggere al Parlamento Europeo insieme a Santoro e suscitando ulteriori dubbi – per carità, solo dubbi – sulla veridicità di alcuni suoi reportages da inviata lautamente remunerata con i soldi del canone.

Ora è una donna felice. Ora finalmente può fare il mezzobusto di sé stessa e mescolare l’autorevolezza di cui ha goduto da giornalista RAI con le balzane analisi di politica internazionale che continua a propinarci. L’ho vista di recente in un dibattito televisivo (forse era 8 e mezzo ma non ricordo) mentre usava l’intercalare "Amministrazione Bush" con la stessa frequenza con cui un romano dice "ahò". E ho pensato che uno dei più grandi meriti di Fassino e Rutelli è stato quello di inserirla nella lista "Uniti per l’Ulivo" alle Europee e di spedirla a Bruxelles, dove per inciso potrà stare più vicino al suo nuovo marito, guarda caso un giornalista francese…

Nel frattempo, noi rimarremo qui soli soletti a rimpiangere Ruggero Orlando, a chiederci perché – nonostante Berlusconi non ci sia più e l’editto bulgaro sia scaduto – Enzo Biagi non sia stato richiamato in RAI, anche solo simbolicamente, e – perché no? – a trattenere una lacrimuccia persino per Frajese…

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9 Risposte to “Lilli Gruber”

  1. kolchoz Says:

    Caro Gau, sovrapponi cose diversisime tra loro: innanzi tutto non vedo cosa ci sia stato di così sbagliato nell’esperienza dei girotondi (sono anni che me lo chiedo….ma ricevo SOLO risposte vaghe! Tant’è!!), mescolare vita privata e pubblica è quantomeno INDELICATO!
    Dire che Carmen la Sorella sia scomparsa o ridimensionata mi sembra un’esagerazione: è inviata da Berlino, crocevia culturale della Rinascente Mittleuropa!
    Non mettiamo alla gogna chiunque per il gusto di farlo!!

  2. utente anonimo Says:

    occhio… che ti pediniamo…
    sappiamo dove abiti…

    marish

  3. gau Says:

    Caro Kolchoz,
    innanzitutto se hai qualcosa da dirmi, telefonami.
    E poi:
    Se la Gregoraci fa due toccatine a Sottile è per fare carriera. Se la giornalista tresca col responsabile informazione di un autorevole partito (e poi lo molla) allora è vita privata…
    Sui girotondi, cerchiamo di diventare un Paese serio. Mai visto nulla del genere in Francia, UK o USA che di democrazia e tutela dei diritti ci danno secoli di lezioni. Se contesti un provvedimento, si manifesta. Non mi sembra che poi gli effetti siano stati così proficui. Chiedi Flores d’Arcais se Moretti gli ha mai risposto al telefono quando si trattava di andare a fare i girotondi sull’indulto.
    Carmen Lasorella, prima di tornare a fare la corrispondente (chiedi a marish cosa fanno i corrispondenti rai all’estero) si è fatta un bel po’ di purgatorio. E prima “conduceva” il Tg2, cosa che in RAI, come sanno anche i bambini, conta molto di più.
    Il senso complessivo del post lo hai capito, anche se per amor di polemica fai finta di no.

  4. utente anonimo Says:

    e mò basta!
    e ricordatevi che…
    “Chuck Norris usa le anaconde come filo interdentale”

    marish

  5. kolchoz Says:

    E’ che i girotondi, secondo me, sono stati, invece, uno dei rari momenti di democrazia partita dal basso in questo paese….finalmente ci si era liberati dalla presenza “asfissiante” dei dirigenti dei partiti, ricordiamoci quello che disse Moretti: con questi dirigenti non vinceremo MAI! E non aveva torto!
    Come non aveva torto nel dire che la colpa stava nella volontà della sinistra italiana di inseguire l’agenda politica dettata da Berlusconi…quindi un eccessivo schiacciamento a destra della sinistra, che, infatti, non essendo e non proponendo una valida alternativa alla destra (e non solo un asfittico antiberlusconismo) non riesce a sfondare, ma al massimo riesce ad ottenere una risicata vittoria….

  6. kolchoz Says:

    Caro Marish: non so come la vede Gau, ma per me è solo un confronto di idee…mica na guera!!

  7. gau Says:

    Ormai non siamo più sul terreno dela dialettica, siamo nel regno della fede…

  8. gau Says:

    comunque nessuna guerra.
    SHALOM per kolchoz..

  9. utente anonimo Says:

    Che consolazione ci sono persone che non adorano la soubrette mancata gruber…vuol dire che ci sono speranze di trovare ancora gente con capacità di discernimento e neuroni funzionanti. Davvero non mi sembra vero

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