9/11

x11sept_03Il 12 settembre 2001 eravamo tutti Americani. Io lo sono ancora, nonostante molti non lo siano già più. Nonostante Bush, Rumsfeld, Guantanamo, Abu Grahib, il fosforo bianco di Fallujah e le carceri “volanti” della CIA. Perché gli “Amerikani” sono gli stessi che hanno fatto uscire il Watergate di Nixon, che hanno scoperto gli orrori Abu Grahib, che si sono mobilitati per chiudere Guantanamo e che hanno ammesso l’esistenza delle carceri stesse, mentre noi Italiani continuiamo a negare. Perché la libertà di stampa che hanno, pur con tutti i limiti possibili, noi ce la sogniamo. Perché dopo lo scandalo ENRON hanno varato rapidamente una legge molto dura ed efficace per evitare casi analoghi e tutelare meglio i risparmiatori, in molti Paesi europei, compreso il nostro…lasciamo perdere. E poi perché loro hanno pagato il prezzo più alto, mentre troppo spesso gli Europei, invece di darsi una politica estera comune seria, pretendono di dare lezioni nascondendosi poi sotto la gonna a stelle e strisce appena le cose si mettono male…

 

Nel frattempo la lotta ai “fascisti islamici” (la definizione è forse l’unica analisi corretta dell’amministrazione Bush), si arricchisce di un nuovo contributo. Sua Santità Benedetto XVI ha dichiarato a Monaco che “l’Occidente dissacrante e cinico che considera un diritto di libertà il dileggio del sacro, spaventa le altre culture” (Corriere della Sera, pag. 2, 12.09.06), in particolare Asia e Africa. Davvero? Faccio fatica ad immaginare i Cinesi spaventati da questi orchi occidentali che relegano Dio molto dopo la scienza. Dubito che i popoli africani trovino il tempo e la voglia, tra le tragedie che li opprimono, di biasimare i miscredenti europei ed americani. E soprattutto mi lascia perplesso l’idea che il mondo islamico (ed in particolare i fanatici fondamentalisti) ci rimproveri di essere “poco cristiani”. Possiamo forse ritenere che le “concilianti” e composte reazioni di alcuni scalmanati nei Paesi islamici alla pubblicazione delle vignette su Maometto in Danimarca siano dovute al fatto che ci ritengono “cinici” e “miscredenti”? O non è stata piuttosto una reazione fomentata da chi con l’Occidente da tempo ha un conto in sospeso?

Il processo di “secolarizzazione” dell’Occidente ha portato – come tutti i grandi processi – miglioramenti e peggioramenti nella vita dell’individuo. Papa Ratzinger parla giustamente al mondo cristiano, rimproverandolo, come già faceva Giovanni Paolo II, di aver rovesciato la sua scala di valori, anteponendo a Dio altri idoli, il piacere, il successo, il denaro. Ma è difficile credere che Asia e Africa, ed in particolare il mondo islamico, si preoccupino degli aspetti più deteriori di questa trasformazione. Fino ad ora hanno dimostrato di essere spaventati (anche se molti ne sono attratti) da quelli che noi consideriamo conquiste: la libertà di espressione e di stampa (ivi compresa quella satirica), l’emancipazione della donna, la separazione tra autorità dello Stato e autorità religiosa, la tolleranza tra le confessioni. Da questa gente proviene il commando che ha distrutto le torri gemelle. Ricordiamolo.

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