Giovanni Galeone

galeone"Io sono un tipo da strada" (1988)
"Non penso di far seguire Maradona da un uomo, mi creerebbe un buco a centrocampo" (1989)
"La zona sporca di Scoglio? Beh, le sue squadre hanno sempre menato a rotta di collo. A Scala, poi, la zona l’ho spiegata io" (1991)
"Vogliamo parlare della scorsa stagione? Malesani dice: ho vinto due coppe. Una gliel’hanno regalata, l’altra non conta granché" (1999)
"Mr. Galeone ma se si fosse trovato al posto di Zoff, messo alla berlina da Berlusconi il giorno dopo aver perso la finale al campionato europeo contro la Francia, lei si sarebbe dimesso o cosa?" – "Avrei mandato affanculo Berlusconi!" – "Cosa?" – "Ha capito benissimo, lo scriva, avrei mandato affanculo Berlusconi!" (2004)

Quest’uomo è un pazzo. Ammettiamolo. Ma se per me (ricordo, sono Juventino) questa stagione ha un minimo senso, lo devo a lui. Al più grande sognatore del mondo del calcio. Un poeta (d’altronde la letteratura è una sua grande passione) con una carriera alle spalle da vero bucaniere. Nato a Napoli, una discreta carriera di calciatore (interrotta prematuramente per una scommessa… quando si dice essere coerenti!), all’inizio degli anni ’80, Galeone comincia ad allenare in Serie C, tra mille difficoltà. Improvvisamente una proposta che sa di suicidio: il Pescara, squadra miserabile e senza futuro, appena retrocessa in serie C, con una rosa di 13 giocatori (avete capito bene, con un solo portiere, per lo più sedicenne, strappato a forza dalla Primavera! dirà: “non riuscivo a fare nemmeno una partita 7 contro 7…”). Insomma una follia che solo lui poteva accettare. Non bastava. Dopo pochi giorni di ritiro la notizia del fallimento del Palermo e la re-immissione in serie B. Per tutti gli addetti ai lavori, il Pescara era l’unica retrocessione sicura. Non per lui. Con i mezzi suddescritti, costruisce una squadra incredibile che, non si sa come, gioca un calcio tecnicissimo, pieno di inventiva, senza schemi. Su tutti Rocco Pagano, uno dei più forti tornanti del periodo (dirà di lui Paolo Maldini: “è stato il giocatore che ho sofferto di più!”). Alla fine è arrivata la Promozione in Serie A. Insieme ai Mondiali del 1982 è stata la gioia più pura della mia infanzia. Di promozione ne sarebbe arrivata un’altra (nel 1991), a lenire la retrocessione di due anni prima. Ma è inutile. Il rapporto fra Galeone e la Serie A è stato costantemente fallimentare. Si è vero ci sono stati momenti mitologici: il Pescara che batte l’Inter a San Siro o che maramaldeggia (in due occasioni!) con la Roma all’Olimpico (tra parentesi, fu la prima partita da abbonato di Gau, quando si dice cominciare bene…). Il bilancio finale parla però di due retrocessioni e di vari esoneri. Ma d’altronde se volete vincere passate da un’altra parte. Stiamo parlando di Giovanni Galeone. Di uno che non prende i giocatori per la capacità toracica (vero Zeman? vd. De Vincenzo), ma per cui il mondo del calcio si riduce ai due paesi con le scuole calcistiche più tecniche e folli allo stesso tempo: Brasile e Jugoslavia (lo smembramento del paese balcanico deve aver prodotto in lui un trauma…). Uno che ha preso Sliskovic (di cui a Pescara si contavano le decine di tazzette di caffè presi al giorno…) e che ha inventato regista Allegri (tecnica mostruosa, ma praticamente una punta…). Uno che, alla seconda di Campionato, alla fine del primo tempo, vinceva 4 a 1 contro il Milan di Capello (avete capito bene…) ma non ha pensato minimamente a chiudersi ed ha perso 5 a 4 (!!!). Uno che ama fare campagne acquisti sulla barca al largo mentre pesca… Nel nuovo millennio il Maestro si è presentato per nulla invecchiato e l’anno scorso lo ha dimostrato rivitalizzando una Udinese deprimente. Si appresta ad affrontare il nuovo campionato con mille incognite. Ma che ci frega?  Scommettere su di lui è follia pura, ma ricordatevi che nessuno lo fece all’inizio del 1985…
Galeò-Galeò-Galeone…  

P.S. per chi non abbia capito che cosa è ancora adesso Galeone per i Pescaresi (e per un pezzo di Abruzzo…) prego visitare… http://www.giovannigaleone.com/

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6 Risposte to “Giovanni Galeone”

  1. miguelmm40 Says:

    massimo rispetto verso galeone.

    E’ online il nuovo test psicoattitudinale by MM40! Partecipa anche tu!
    http://mm40.splinder.com/post/8967106

  2. utente anonimo Says:

    faccio parte del “GRUPPO BALORDO pe”,per noi il Gale è un vero balordo come pochi e per sempre rispetteremo lui per l’uomo,l’allenatore e la pura balordaggine.grazie

  3. utente anonimo Says:

    IN QUEGLI ANNI A PESCARA E’ SUCCESSO QUALCOSA CHE HA SCONVOLTO I SENSI A TUTTI…UOMINI DONNE E BAMBINI…NULLA DI RIPETIBILE SPORTIVAMENTE PARLANDO…UNO TSUNAMI CALCISTICO CHIAMATO GIOVANNI GALEONE. NULLA FU PIU’ LO STESSO. SI RIDEVA E SI PIANGEVA, MAGARI LO STESSO GIORNO…
    IL PROFETA SCESE DAL CIELO E CI REGALO’ UNA FAVOLA DIVENTATA LEGGENDA…SOLO CHI L’HA VISSUTA SA DI COSA STO PARLANDO…PURA FOLLIA APPLICATA AL GIOCO DEL CALCIO…A PROPOSITO, AVETE MAI LETTO UNO DEI TANTI STRISCIONI APPESI ALLO STADIO CHE MAI COSI’ DICEVA LA VERITA’? “UN GIORNO DIO CREO’ IL CALCIO E NON CONTENTO CREO’ GALEONE PER INSEGNARLO…”
    PAROLE SANTE E LO STADIO PIENO A CAPIRE COME SARA’ MAI POSSIBILE ASSISTERE A TANTA BELLEZZA…
    GRAZIE MISTER RIMARRAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI. PESCARA TI AMA E TI AMERA’ SEMPRE.

  4. utente anonimo Says:

    L'ho visto la scorsa settimana allo stabilimento balenare "La Dama Bianca" di Duino (Trieste), stabilimento frequentato tra l'altro anche da altri allenatori come Del Neri e Capello. E' un grande, ha un barcone che non finisce più, ha detto questa frase in dialetto: "Mi sn qua che vardo i pessi mentre Allegri xe in elicottero con Berlusconi!"

  5. utente anonimo Says:

    C'era uno striscione sul lungomare di Pescara, anni fa.
    C'era scritto: ''QUI C'E' IL PELO IL SOLE E L'ALLEGRIA E GALEONE NON ANDRA MAI VIA.''
    Questa frase per me e' ancora valida .
    Giovanni Galeone e' ancora un simbolo della citta' di Pescara

  6. utente anonimo Says:

    E' un grande, a Perugia ci ha fatto vedere il miglior calcio degli ultimi 20 anni molto meglio di cosmi per il gioco sviluppato. Il suo 4-3-3 con negri di punta, allegri e giunti in mezzo era devastante.

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