GUERRA

paths3Ho letto Remarque a 13 anni. Direte voi, ma non potevi fare altro? giocare a calcio? dare sfogo ai tuoi primi pruriti adolescenziali? Lo so. Ma se sono nelle condizioni in cui mi trovo adesso, da qualche parte sarò partito. Bene che volevo dire… ah ,si, precisiamo subito: io odio la guerra, non mi piacciono i militari e non ho fatto il servizio militare (per Meriti Scientifici, VERGOGNOSO!). Infatti il problema di cui voglio discutere è un altro. E’ l’idiota visione della guerra che ha la stragrande maggioranza della popolazione e soprattutto (e purtroppo…) i nostri governanti (e per nostri intendo la maggior parte degli europei…). L’idea di fare questa assurda tirata mi è venuta all’indomani della lettura dei giornali che recano notizie sulla feroce discussione sulle regole di ingaggio. Ma che significa? In Libano andiamo a difendere un bene fondamentale per quella terra, la possibilità (dico anche per due mesi…) di vivere in santa pace, senza israeliani ed hezbollah che continuano a tirarsi addosso di tutto. E noi? Come andiamo noi ad opporci ad uno degli eserciti più decisionisti del mondo ed ad un gruppo di “fascisti islamici” (la definizione degna di un orango di Bush nel caso dei nostri amici sciiti ci calza a pennello…). Ci andiamo discutendo di amenità varie del tipo “risponderemo solo se ci attaccano…”, anzi no “solo se le pallottole saranno indirizzate senza alcun dubbio contro di noi…”. Cazzo. Se fossi in un soldato qualsiasi della Forza Multinazionale mi girerebbero i coglioni! Signori è una GUERRA! Sapete cosa è? Avete letto qualche libro? Io non so quanti danni dovremo subire ancora dagli anni ’60 (cito a memoria: Gianni Minà, i Dik Dik, Morandi, De Gregori…) ma uno dei più tragici risiede proprio in questa visione demenziale della guerra. Il Vietnam ha sconvolto gli Stati Uniti (per anni il loro vero buco nero) ma, come sempre, ha avuto effetti più duraturi su noi europei. La guerra, quella vera, quella che si combatte in Iraq, Afghanistan ed in mezzo mondo per noi europei è concettualmente inammissibile (tranne per quei bulldog degli inglesi che ne hanno combattuto una per quattro scogli e due pecore…). Sono anni oramai che trasalisco di fronte alle reazioni del popolo italiano di fronte a questo argomento. Si va in Iraq? “Si, tranquilli avremo solo funzioni di raccordo, noi non combattiamo…” (no, giochiamo a bocce!). Così quando ci rapiscono due avieri (guidavano degli aerei da caccia non le Frecce Tricolori…) o quando ci massacrano venti soldati a Nassiriya, il popolo italiano rimano basito, “…ma come erano lì per una azione di pace!”. Maddeche! Cazzo sono in Guerra! Sapete com’è no? Tipo uno spara, l’altro risponde… ed oggi? le medesime pippe mentali. Tutti pronti a trovare scappatoie per giustificare al mondo (e diciamolo molto a noi stessi…) che non siamo stati in grado di evitare un altro conflitto (la Jugoslavia ci dovrebbe aver insegnato qualcosa…). Ora c’è una guerra da combattere, sarà brutta, ma “noi in fondo siamo più buoni di tutti, e faremo solo azioni umanitarie…”, se fossi nei nostri soldati mi darei malato!

P.S. Dopo aver letto Remarque non potevo pensare che fosse possibile eticamente combattere contro un altro uomo (di tutto ciò ne sono ancora convinto…). Andai a trovare un vecchio frate che era stato mio professore nei primi anni delle medie. Lui mi raccontò di quando, durante la Resistenza (era francese), avesse abbattuto un’intera linea di soldati tedeschi. Io trasalii. Lui mi guardò e sorrise. E disse semplicemente: “…mio caro, o erano loro o toccava a me”.

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