Due per dieci

Totti ZidanePermettetemi di fare due post in uno; lo so, non è molto ortodosso, ma adesso che “è Luglio da due giorni”, finalmente il mondiale di calcio ha disvelato tutti i suoi valori: come un fiore che all’arrivo della bella stagione apre i propri petali per inseminare della propria fragranza tutto l’intorno, non solo per la stagione che sta per iniziare, ma per un futuro che si spera il più duraturo possibile, così i quarti finale di questi mondiali ci hanno mostrato, in tutta la loro classe due giocatori che rendono il calcio un’arte, un divertimento e un piacere: Zinedine Zidane e Francesco Totti.

Personalmente mi rivolgo al primo, e ammetto di dovermi cospargere il capo di cenere: lo farò con una lettera aperta.

 

Egregio Zinedine Zidane,

con la presente vorrei chiederti scusa, scusa per averti definito un ex giocatore, ma, purtroppo, calcisticamente (e non solo) parlando non nutro particolare simpatia nei confronti di voi franzosi e la speranza di vedervi naufragare come ai mondiali del 2002 è una di quelle cose che, a parte la vittoria dell’Italia, spero accada sempre ad ogni competizione; ma oggi sono qui col capo cosparso di cenere e genuflesso davanti alla tua classe innata, all’eleganza di chi parla col pallone e gli da del tu.

In fin dei conti dispiace sapere che alla fine di questo mondiale appenderai le scarpe al chiodo, un po’ come quando Garrincha decise di uscire dal mondo del calcio, così dal 10 luglio tutti i calciofili saranno molto più poveri. Per chi ha sempre tifato contro le tue squadre è una “liberazione”, saremo più liberi dall’incubo che una tua magistrale invenzione, un tocco di quell’eleganza superiore che Eupalla ti ha regalato, possa risolvere, a vantaggio di chi ha la fortuna di averti in squadra, il match. Saremo liberi dalla paura che ogni sforzo di qualsiasi nazionale possa risultare assolutamente inutile, di fronte ad una carambola, ad una finta che dal tuo genio scaturisce come acqua pura dalla fonte della ninfa più bella.

E allora oggi è il giorno nel quale devo chiederti scusa, scusa per non aver apprezzato con la migliore predisposizione d’animo le perle di saggezza calcistica che ci hai offerto; ma la prova di ieri, 1 Luglio 2006, è e rimarrà una di quelle che nessun appassionato di calcio potrà scordare: hai preso per mano una Francia pronta a cedere le armi al favorito Brasile, conscia del fatto che, uscire da un mondiale ai quarti di finale per mano del fortissimo e pompatissimo Brasile, non sarebbe MAI stato un dramma, anzi sarebbe stato pure un alibi; tu, invece, dall’alto della tua esperienza e con la luce che la succitata Eupalla ti ha regalato, hai detto e dimostrato che non era giusto, non era giusto verso il pubblico pagante, non era giusto verso i giocatori della Francia, perché il tanto cantato e decantato Brasile era battibilissimo: con la giusta concentrazione hai cominciato a fornire una regia calcistica di rara bellezza, non hai perso un pallone, non hai mai lanciato una giocata nel vuoto…il Brasile è stato letteralmente asfaltato da te e solo da te. Hai battuto, da solo, i campioni del mondo uscenti e annunciati e adesso giocherai un’altra semifinale, come sei anni fa, contro il Portogallo, come sei anni fa, dall’altra parte del tabellone l’Italia di Totti ha l’impossibile missione di eliminare i padroni di casa…come sei anni fa, come sei anni fa!

E come sei anni fa, ti giuro, che mi piacerebbe rivedere Totti contro Zidane, come quel tragico 11 Settembre, giorno che doveva passare alla storia solo per ragioni calcistiche, ma che, purtroppo, è diventato famoso per altro.

Ma questa volta, a differenza di sei anni fa, qualora l’incontro di anime supreme del calcio contemporaneo come solo te e Totti siete dovesse ripetersi, una prece: se deve essere coltellata che sia meno dolorosa di quella di Rotterdam.

Grazie e ancora scusa.

 

Ma, vicino a Zinedine Zidane, come detto, questo mondiale ha disvelato e sta disvelando, finalmente, anche Francesco Totti. Il mio amore per il Capitano, purtroppo, mi tarpa le ali della penna e non sono riuscito a trovare di meglio per Totti quanto mirabilmente scritto da Paolo Marcacci sul quotidiano “Il Romanista” del giorno 1 Luglio 2006, nel boxino “Il Fotogramma”:

“Il lampo, come ben sapeva il Poeta, quando arriva non avvisa: te ne accorgi perché in un frammento illumina l’orizzonte tutto intorno, e svela le cose remote. Minuto quattordici del secondo tempo: uno sguardo che non serve perché al poeta basta la voce di dentro per sapere che l’intuizione è quella giusta e una carezza, cuoio su cuoio, che è come dire penna d’oca su pergamena vergine. L’inchiostro è quello del talento innato che non ha spiegazione alcuna se non l’arcano che svela il destino dei predestinati. Poi, alla fine del lampo, la normalità riprende la scena e c’è un colpo di testa che finisce nel sacco, sui tabelloni e negli almanacchi che fanno la storia ma che si perdono per strada la poesia. Ma quello che resta, al di là degli avvenimenti che scandiscono gli eventi e, ufficialmente, li indirizzano, è sempre ciò che fa stropicciare gli occhi ai bambini di tutte le età, che li stupisce e che li fa gridare di meraviglia e imprime nella loro fantasia qualcosa che vi resterà molto più di qualsivoglia episodio. Toni fa goal, si sblocca, prende per sé un proscenio che sinora gli era mancato: ma tutto questo è il fragore del tuono, quello che percepiscono tutti i comuni mortali. Il lampo è altra cosa, lo percepiscono i poeti, i predestinati e quei pochi altri che hanno confidenza con gli dei.”  (P.Marcacci, “Il Fotogramma”, “Il Romanista” 1 Luglio 2006)

 

 

Grazie ai numeri 10 timidi e geniali che, finalmente, hanno acceso questo mondiale.

E’ un peccato che non possiate vincere tutti e due…

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Una Risposta to “Due per dieci”

  1. utente anonimo Says:

    Questa volta sono d’accordo con te…ce la hai fatta ad accorgertene!

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