Svizzera-Togo 2-0

sonnoOgni quattro anni ci caschiamo e ogni quattro anni malediciamo il fatto di esserci cascati…anche perché restiamo sempre lì, davanti alla tv a vedere questi maledetti mondiali!

Non so se questo accade per tutti, ma i mondiali infondono una sindrome, la cosiddetta “sindrome dei 10 minuti”, cioè: si riesce a restare svegli davanti alla partita fino al 10’ del primo tempo…dopo di che arriva lui, inesorabile come un diesel e inevitabile come la morte: “ipnos”, il sonno. Niente, non c’è niente da fare: questi mondiali si stanno rivelando molto più terapeutici di 100 case di “Stilnox”. Per chi soffre di insonnia ogni quattro anni c’è la soluzione: basta aspettare le partite delle 15.00 del primo turno. E’ solamente una settimana, ma è una settimana che ripaga di notti passate a fissare il soffitto, a vedere ogni 10 minuti l’orologio, a esultare nel rendersi conto che dall’ultima occhiata alla sveglia non è passato solo un minuto, come sembra, ma sono passate tre ore…

Il caldo, le cicale, il pranzo sullo stomaco, il divano sotto la finestra da cui scaturisce un refolo di aria fresca, l’accucciamento su un fianco…e le parole del cronista perdono sempre più di senso, ammesso che ne abbia uno cibarsi Togo-Svizzera alle tre del pomeriggio del 19 giugno, si fanno immagini confuse; un sussulto: lo svizzero Frey insacca in apertura. Qualche secondo di lucidità, nella speranza che la partita acquisti un minimo di suspense…ma è solo un attimo. Le parole del cronista riprendono a perdere logica, si fanno rumori indistinti, ricordano la dolce ninna nanna di mamma, ricordano la rassicurante presenza televisiva dei vicini anche la sera tardi, quella presenza che fa sembrare sempre un po’ meno tardi, quindi fa diventare più facile prendere sonno…eccola là: gli occhi si chiudono “ma sì, in fondo la partita la posso anche solo sentire, preferisco riposare gli occhi tenendoli chiusi…”, poi i pensieri volano per i fatti propri: è un attimo e la partita sparisce per sempre…”Andasse a farsi friggere questo cronista del cavolo, abbasso un pochino, tanto se c’è un’occasione strillano talmente tanto che si sente ugualmente”…e la mano scivola sul telecomando, abbassa al minimo il volume della Tv…e buona notte!

Quei trentacinque minuti volano tra improbabili sogni e urletti fastidiosi del cronista e della voce tecnica…finché qualcosa cambia e ci sveglia: questo qualcosa è la pubblicità dell’intervallo! E’ finito il primo tempo: uno a zero, come al 10’ minuto, come quando mi sono addormentato…”Basta, non posso e non devo passare il mio pomeriggio a dormire. Facciamo qualcosa!” Preparo i miei canarini per fare un bel bagno, intanto prendo il cane e lo porto a spasso, un bel giro, una cacatina, un’annusata, una corsetta e si torna a casa: ci sono i canarini da risistemare e poi devo fare alcune commissioni.

“Vediamo come va la partita”. Ancora 1-0…sembra una condanna a morte per la partita! “In fin dei conti manca poco, vediamo come va a finire…” Questa volta resto seduto, scomodissimo, su una sedia, mancano meno di cinque minuti quando la Svizzera raddoppia…ancora qualche occasione occasionale e arriva il triplice fischio: la Svizzera è quasi qualificata per gli ottavi, il Togo è eliminato e alla Francia e alla Corea del Sud cominciano a tremare le gambe…

Ma la mia riflessione è un’altra: ho dormito, ho fatto fare il bagno ai canarini, ho portato fuori il cane e sono riuscito a vedere tutti i goal della partita in diretta!

Mi sa che queste partite delle tre sono veramente uno schifo!

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