Un uomo (al) COMUNE

Maggio. Tempo di alberi in fiore, di campionati marci e di elezioni amministrative. A Roma, la nostra città, si vota per confermare il proconsole "Cesare" Veltroni o premiare l’aspirante regicida "Bruto" Alemanno e, ovviamente, per rinnovare il Consiglio Comunale.

Noi prendiamo posizione ed esprimiamo una chiara indicazione di voto. Non per Cesare o Bruto, bensì per un amico. Lui è Andrea Iacomini. Ha 32 anni e si candida con l’Ulivo. Noi votiamo per lui (e speriamo che siano in tanti a farlo), ma soprattutto per la sua storia.

Lo votiamo perché – caso unico nel farsesco grand guignol della politica italiana degli ultimi anni – ha cominciato a fare politica nella Balena Bianca poco dopo lo scoppio di Tangentopoli. E l’ha fatta da semplice militante, non da figlio di maggiorente o da protetto di qualche capo corrente. Ha voluto e saputo conciliare il suo impegno politico con gli studi, si è laureato e ha finito da poco la Scuola di Giornalismo a Tor Vergata. Perché la politica è importante, ma saper fare un mestiere – come dicono le nonne – è meglio…

Ha seguito tutta l’epopea recente della sinistra cosiddetta "moderata" della DC, dal Partito Popolare all’Ulivo, passando per la Margherita. Noi spesso non abbiamo condiviso le sue idee e suoi riferimenti culturali, ma ne apprezziamo da sempre la coerenza e l’onestà. Che spesso, quando si dovevano compilare le liste per le varie elezioni, non gli hanno giovato. 

Noi lo abbiamo frequentato, ci siamo stati vicini nei momenti di difficoltà. Come fanno gli amici. Nei problemi con le donne, nel timore di non farcela a raggiungere il sogno tanto accarezzato, nelle difficoltà più personali e persino nei momenti di difficoltà che si fa fatica a raccontare ma che gli amici capiscono dal solo sguardo. Ma abbiamo anche condiviso il cazzeggio all’Università, gli sguardi – per lui spesso ricambiati – con le avvenenti fanciulle dell’ateneo, le feste serali, le sedute più o meno proficue di studio, i discorsi da bar sul calcio (è dell’INTER, figuratevi…) e quelli più seri su tutto il resto.

Sono le cose normali che abbiamo condiviso con lui. E’ per questo che ci piacerebbe che la sua avventura proseguisse. Perché sarebbe l’avventura di un ragazzo normale in un mondo, quello della politica, che di normale ha ormai molto poco. Sarebbe insomma un bel segnale: un ragazzo normale, simpatico e sveglio di 32 anni che corona il suo sogno e diventa rappresentante di 2.500.000 persone.

Vorrebbe forse dire che – al di là delle solide convinzioni politiche e dei brillanti programmi elettorali – la determinazione conta ancora qualcosa. Che la voglia di raggiungere un obiettivo senza necessariamente sacrificare i propri principi o vendersi la madre ha un significato. Di sicuro questo gli ha valso – ne siamo testimoni – la stima di molte persone di sinistra e di destra e l’amicizia incondizionata di molte altre. E per lui tutto ciò vale oro.

Buona strada, Andrea.

iacominigrande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i link trovate il suo blog, alla voce "votaiacomini".

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3 Risposte to “Un uomo (al) COMUNE”

  1. utente anonimo Says:

    Perchè è bello e bravo!!

  2. utente anonimo Says:

    ma pare ‘n attore de centovetrine!!!!

  3. gau Says:

    Buona strada, Andrea – parte III[..] Ve l’avevamo promesso. Se mercoledì 4 luglio alle ore 18.30 siete a Roma o ci passate e avete un momento libero prima dell’aperitivo, potete fare un salto alla Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. Andrea Iacomini lì [..]

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